RECUPERO CREDITI IN ITALIA

L’istituto dell’ingiunzione di pagamento è disciplinato agli artt. 633-656 c.p.c. Si può ricorrete a tale procedura quando si vanti un credito certo, liquido, ed esigibile.  Il ricorso per decreto ingiuntivo va depositato presso il Tribunale competente dove ha sede/residenza il debitore.

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Ingiunzione di pagamento

Entro 30 giorni dal deposito del ricorso, il giudice, in caso di accoglimento della domanda, emette il decreto ingiuntivo, ordinando al debitore di pagare la somma entro 40 giorni dalla sua notificazione.

I requisiti per ottenere l’emissione del Decreto Ingiuntivo, sono i seguenti:

  • se del diritto fatto valere si dà prova scritta (ad es,, scritture contabili, ordini, conferme d’ordine, documenti di consegna, fatture, contratti)
  • se il credito riguarda onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali, fatture, contratti o rimborso o da chiunque altro ha prestato la sua opera in occasione di un processo o di uno scambio di prestazioni, servizi, compravendita.

Una volta notificato il Decreto Ingiuntivo al debitore, lo stesso, ha 40 giorni per eseguire l’ingiunzione e provvedere al pagamento, oppure se vi sono le condizioni, può presentare l’opposizione al medesimo Giudice che ne valuterà la fondatezza.

Diversamente, il decreto diverrà esecutivo e potrà essere iniziata la fase esecutiva con l’invio del precetto e atto di pignoramento

Recupero del Credito attraverso il Pignoramento dei beni (Fase esecutiva)

Dopo che il decreto ingiuntivo è diventato esecutivo (40 gg dalla notifica), può cominciare la fase esecutiva, attraverso l’invio al debitore dell’atto di precetto. Con tale atto vengono dato ulteriori 10 gg di tempo al debitore per pagare l’importo dovuto più tutte le spese accessorie (interessi, onorari, spese), con l’avvertimento che in caso di mancato adempimento si procederà all’esecuzione coattiva sui beni mobili o immobili di proprietà del debitore.

Il pignoramento può essere azionato sia sui beni mobili che immobili, e anche su beni in custodia o in possesso a terze persone (pignoramento presso terzi). Con tale atto i beni in oggetto verranno congelati e messi a diposizione del Giudice che ne ordinerà, dopo un’apposita udienza, l’assegnazione al creditore.

Procedimento Ordinario

In caso il credito sia contestato, un’azione attraverso procedimento sommario non è consigliabile. Quindi è necessario attivare una procedura di giudizio ordinario attraverso la notifica di un atto di citazione.

A seguito di tale, atto il Giudice competente, provvede a fissare un’udienza per la costituzione delle parti, le quali dovranno evidenziare le loro ragioni di fatto e di diritto.

Tale procedura, si concluderà con una sentenza che sarà provvisoriamente esecutiva tra le parti. secondo l’art 282 c.p.c, l’appello non comporta l’automatica sospensione dell’esecutorietà del provvedimento impugnato.

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L’impugnazione della sentenza di primo grado può essere proposta di fronte alla Corte d’Appello competente entro 30 giorni dalla sua notificazione o, in mancanza della stessa entro 6 mesi dalla sua pubblicazione.

In secondo grado, qualora l’appello non venga dichiarato inammissibile o improcedibile, la cognizione della Corte d’Appello provvederà al riesame in fatto e in diritto della vicenda. Durnate la procedura di Appello le parti, ai sensi dell’art. 345 c.p.c., non possono proporre domande nuove, né nuove eccezioni in senso stretto.

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